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Regioni d' Italia - Sicilia

PALERMO

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Isola a forma di triangolo (anche detta per questo Trinacria) la Sicilia è una delle isole più affascinanti sul suolo italiano. Vi sono numerosissime città che appartengono alla Sicilia: Catania (dove c’è il caratteristico Palazzo degli elefanti), Ragusa, Siracusa (ubicazione del celebre orecchio di Dionisio) e si potrebbe continuare per ore, ma la regina di tutte le città è Palermo. Palermo è abitata sin dalla preistoria.  La sua lunga storia e il succedersi di numerose civiltà e popoli hanno regalato alla città un notevole patrimonio artistico e architettonico. 

Il sito seriale Palermo arabo-normanno e le cattedrali di Cefalù e Monreale (di cui fanno parte più beni monumentali) è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2015. 

Il Duomo di Monreale (noto anche come cattedrale di Santa Maria Nuova, è il principale luogo di culto cattolico di Monreale, nella città metropolitana di Palermo, sede arcivescovile dell’arcidiocesi omonima) fu costruito a partire dal 1172 per volere di Guglielmo II d’Altavilla, re di Sicilia dal 1166 al 1189, è famosa per i ricchi mosaici bizantini che ne decorano l’interno (nell’agosto del 1926 papa Pio XI l’ha elevata alla dignità di basilica minore. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità UNESCO nell’ambito dell’Itinerario arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale). Il Duomo di Cefalù (nome con cui è nota la basilica cattedrale della Trasfigurazione, è una basilica minore che si trova a Cefalù, nella città metropolitana di Palermo, e cattedrale dell’omonima diocesi. Secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto la volontà di costruire una chiesa dinastica su modello carolingio-normanno con torri gemelle e westwerk), invece, fu complesso da costruire e fu definitivamente completato in età sveva. Un ambulacro ricavato nello spessore del muro e la medesima copertura, costituita da tre tetti, di epoca e tecnica costruttiva diversi, testimoniano dei cambiamenti intervenuti nel progetto. Il monumento ha uno stile romanico con tratti siculo-normanni e bizantini.

A governare questa magnifica isola furono civiltà come greci, bizantini, Normanni arabi e spagnoli

Tra i periodi storici più rilevanti abbiamo: il dominio borbonico (dove Luigi XV re di Francia di quell’epoca strinse, nel 7 novembre 1733, con la Spagna borbonica El Escorial ovvero un patto di protezione reciproca. In questo patto venne offerto al figlio maggiore del re di Spagna il dominio sulle terre di Napoli e sulle terre della Sicilia. Così, nel 1734 inizia a regnare sulla Sicilia Carlo Sebastiano Di Borbone. La dominazione borbonica terminò nel 1860 quando le truppe borboniche si ritirarono in seguito alla spedizione dei mille) e l’entrata della Sicilia nel Regno d’Italia (iniziata come accennato poc’anzi tra il 1860 con la spedizione dei mille e il 1861 con l’annessione al neonato regno d’Italia).

La Sicilia vanta una tradizione letteraria niente male. Uno dei più grandi esponenti siciliani nella letteratura, tanto per citarne uno, è stato Luigi Pirandello, tanto è vero che è anche stato riconosciuto a livello internazionale con il Premio Nobel nel 1934. Uno dei suoi romanzi più celebri è indubbiamente “L’esclusa”. Dove vengono citati diversi luoghi realmente esistenti (Corso Calatafimi e Corso Vittorio Emanuele, il Monte Cuccio, il Collegio Maria Adelaide e il Teatro Massimo. Siti che sono protetti dall’UNESCO).

O nell’epoca moderna abbiamo un altro scrittore famosissimo a livello internazionale ovvero Andrea Camilleri che ha valorizzato la Sicilia nei suoi libri (creando la città immaginaria di Vigata, che nella realtà corrisponde a Porto Empedocle, creando addirittura un linguaggio misto ad italiano e dialetto siciliano).

Tra i numerosi palazzi di Palermo il più importante è il Palazzo dei Normanni, (noto anche come Palazzo Reale), che è attualmente sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Il palazzo è la più antica residenza reale d’Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia, sede imperiale con Federico II e Corrado IV e dello storico Parlamento siciliano. Al primo piano del palazzo sorge la Cappella Palatina. Dopodiché vale la pena percorrere a piedi il chilometro che separa la Cattedrale dal palazzo dei Normanni, perché ornato con giardini curatissimi e caserme. Nel percorrerlo si noteranno anche targhe e dediche per i martiri della mafia, da Don Pino Puglisi al Generale Dalla Chiesa. 

Già, la Mafia. Infatti, purtroppo, nella Sicilia dell’Ottocento, per essere precisi nei primi decenni (e in special modo nelle campagne) è nata ciò che al giorno d’oggi chiamiamo Mafia (in generale, oggi, questo termine indica una qualsiasi organizzazione di persone dedite ad attività illecite, segreta e duratura, che impone la propria volontà con mezzi illegali e violenti, spesso facendo pagare una tassa per una falsa protezione, chiamata “pizzo”, per conseguire interessi a fini privati e di arricchimento illegale anche a danno degli interessi pubblici). Il suo sviluppo era alimentato dalla povertà (tutto ciò nacque dal fatto che i latifondisti, che non risiedevano sempre nelle campagne, affidavano ai “campieri” e ai “gabellotti”, che rispettivamente controllavano i campi e riscuotevano le gabelle per conto del padrone, avevano il compito di vigilare le proprietà, costoro però non usavano esattamente metodi di riscossione leciti, infatti venivano a patti con dei briganti per terrorizzare i contadini). Ma la città per contrastare le ondate di violenza hanno scelto di investire nell’arte e nella cultura (infatti ad oggi è una delle mete turistiche più apprezzate è all’avanguardia). 

Una delle piazze più belle che si trovano a Palermo è Piazza Bellini, che è una piazza piccolissima in cui, in posizione sopraelevata, dove si trovano la Chiesa della Martorana (o Santa aria dell’Ammiraglio) e San Cataldo in stile normanno-arabo con di fronte la Chiesa Barocca di Santa Caterina. A chiudere il cerchio c’è poi lo storico teatro Bellini, parte del Comune di Palermo e i resti delle mura puniche della città. 

Parlando di chiese ve ne sono numerose a Palermo, tra le più importanti ricordiamo: la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana.

E avendo poc’anzi citato il teatro Bellini non si possono non nominare altri stupendi teatri come ad esempio: il Teatro Massimo di Palermo, che è il più grande teatro lirico d’Italia (e il terzo d’Europa), o il Teatro Politeama (il teatro in questione, voluto a metà ‘800, ha vissuto vicende travagliate fino al nuovo millennio. Anche qui elementi neoclassici, archi di trionfo napoleonici e gruppi bronzei di cavalli rampanti gli donano un’eleganza da belle Époque).

Tra i vari giardini della città ci sono i Giardini inglesi (Palermo) che sono stupendi da vedere. Si tratta di un giardino che segue forme e irregolarità naturali del terreno caratterizzato dalla presenza di piante di tutto il mondo e alberi plurisecolari.

A partire dal XVII secolo la Sicilia attraversò il periodo Barocco (caratterizzato dallo stile sfarzoso con cui venivano decorate le opere) e la struttura che più rappresenta quel periodo è chiamata “i quattro canti”. Situata in piazza Villena (o ottagono del sole), piazza ottagonale su cui si affacciano 4 edifici che rappresentano sovrani, stagioni e quartieri e da cui si snodano due importanti vie di Palermo, ovvero via Maqueda e il Cassaro.

La Sicilia è poi caratterizzata dai mercati a cielo aperto e da mercati storici. Ne esistono vari a Palermo, uno tra questi era la “Vucciria”, era il mercato più caratteristico di Palermo, famoso per i numerosi venditori di pesce, anche se il nome “vucciria” deriva dal francese boucherie che significa macelleria, ed infatti a lungo vi abbondavano carnezzerie con i quarti di vitello appesi fuori, o il Mercato di Ballarò che è senza dubbio il più antico e il più caratteristico mercato storico di Palermo. Si estende dal Corso Tukory (Porta Sant’Agata lungo i bastioni antichi) fino a Casa Professa. Si snoda su più vie, tutte lastricate di balate (gommoresina) spesso sconnesse e sempre bagnate, con il centro cruciale di Piazza del Carmine con l’omonima chiesa barocca. In realtà è difficile distinguere la piazza per via dei percorsi obbligati disegnati dai venditori che dispongono la mercanzia ordinatamente su cassette di legno e balate di marmo. La disposizione della merce è già un’arte bella e buona con le cannucce infilzate su ogni prodotto per indicarne i prezzi (ovviamente per guadagnare sui meno attenti mettono i prezzi rigorosamente arrotondati per difetto su centesimi che sembrano degli zeri ma sono dei nove). Ci si può trovare veramente di tutto e non mancano i numerosi punti di street food dove gustare ogni sorta di cibo di strada palermitano e ultimamente cosmopolita.

Una gita tra i sapori, i colori, gli odori, i suoni e i rumori di una Palermo multietnica e suggestiva.  Per chi invece vuole godersi il sole della Sicilia e il suo meraviglioso mare ci sono numerose spiagge dove potersi rilassare:

la spiaggia di Cefalù, la spiaggia di Mondello, la spiaggia di Balestrate, la spiaggia di Capaci, la spiaggia di Altavilla, la spiaggia di Ficarazzi, la spiaggia di Lascari e la spiaggia di Pollina.

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